Francesca Brusa Pasque ne 'Un bacio tra due terre'

 

UN BACIO TRA DUE TERRE

Storie di donne e di confine

Spettacolo teatrale con musica dal vivo all’organetto diatonico
replicabile in teatri, biblioteche, case, cortili, piazze, vicoli, prati, boschi...

di e con Francesca Brusa Pasqué
All’organetto diatonico: Eleonora Rapone
Scenografia e costumi: Ines Capellari
Musiche: tradizionali eseguite dal vivo

Francesca Brusa Pasque Un bacio tra due terre corsa

Quattro anni di repliche in Italia e in Svizzera, migliaia di cuori commossi:

ecco un coinvolgente teatro popolare che affascina grandi e piccini attraverso i racconti,
i pochi oggetti che diventano mille cose, i canti tradizionali, l’organetto, la festa.
E come in un piccolo presepe,
la nascita di un bambino porta la pace in tutti i cuori.


La storia

Nel 1752, il Trattato di Varese definisce i confini sui monti,
tra l’attuale Italia e la Svizzera.

MA IL CONFINE È VERAMENTE UN TAGLIO?
“UN BACIO TRA DUE TERRE” nasce mettendo insieme racconti e aneddoti di paesini di montagna, che prendono vita grazie al gioco del teatro e si arricchiscono di colori, linguaggi, espressioni, coreografie. Al suono allegro e nostalgico dell’organetto, le danze, i giochi tradizionali, le ninne nanne e i canti delle lavandaie diventano una cornice perfetta, per portare il pubblico a vivere la montagna come un pretesto per parlare di tematiche universali e assolutamente attuali: 
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la DONNA con tutta la sua forza e tenacia, potente radice della comunità; il senso di APPARTENENZA alla comunità con le sue credenze e tradizioni; il desiderio di ACCOGLIENZA e accettazione del diverso e, finalmente, l’interpretazione del CONFINE come “un bacio tra due terre”, che porterà alla nascita di amori e vite nuove, in un’alchimia della trasformazione che genera il cambiamento: 

«IL CONFINE NON È PIÙ UN TAGLIO,
MA UN BACIO TRA DUE TERRE CHE GENERA VITA NUOVA»
Tutto questo, raccontato attraverso la storia di due giovani, Maria e Guglielmo, lei italiana, lui svizzero, tra i quali esplode un amore fresco e appassionato, che però viene osteggiato dalle famiglie a causa di antichi pregiudizi. Grazie a un inaspettato e “soprannaturale” colpo di scena, i pregiudizi cadono e Maria e Guglielmo potranno coronare il loro sogno d'amore.

In un’atmosfera calda e intensa, ecco pochi oggetti che si trasformano nei molteplici elementi della storia: uno sgabello, un cestino, una scopa, un lenzuolo e il gioco è fatto, dando vita, come in un piccolo presepe, all’essenziale che mira al cuore delle cose.

RECENSIONI

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Ecco le parole di Giorgio Almasio, Direttore Artistico del Festival “Donne In•canto":

«La cosa che da subito colpisce l’occhio navigato di un uomo di teatro, è la cura attorale per il dettaglio, non c’è un gesto o uno sguardo lasciato al caso, eppure tutto scorre con una naturalezza disarmante.
È proprio questa la bravura più preziosa di Francesca Brusa Pasqué: portare in scena verità e non mestiere, restituendo così un senso di autenticità profonda e commovente di ciò che va narrando.
In ultima analisi poi il grande valore dello spettacolo risiede nel recupero della narrazione dei territori – paesini di montagna, con i loro aneddoti, canti e tradizioni – fatto non per mero intento folcloristico, ma con intelligenza e cuore. Attraverso il gioco del teatro, quelle memorie si arricchiscono di colori, coreografie e linguaggi, diventando un quadro vivo e pulsante.
Il suono dell'organetto di Eleonora Rapone, le danze, le ninne nanne non sono semplici decorazioni: sono la linfa che nutre un racconto che ha valori universali pur essendo particolare.
Attraverso la storia d'amore ostacolata tra Maria e Guglielmo, lo spettacolo ci parla con grazia di temi urgenti: la forza delle donne come radice comunitaria, il senso di appartenenza, l'accoglienza del diverso e, infine, la bellissima interpretazione del confine come un "bacio", luogo di incontro e alchimia feconda.
È proprio questo l'equilibrio miracoloso di "Un bacio tra due terre": trasformare la nostalgia in uno sguardo attuale, e far sì che la tradizione, raccontata con tanta verità e passione, diventi un potente strumento per parlare al nostro presente».
(Giorgio Almasio - Direttore Artistico del Festival “Donne In•canto")

 

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Ed ecco cosa dice l’Assessora alla Cultura Elisa Lungarella dello spettacolo:

«Leggendo la presentazione dello spettacolo “Un bacio tra due terre” di Francesca Brusa Pasqué, ho immediatamente intuito di essere di fronte all’intreccio giusto, e che, con i suoi richiami al territorio varesotto, sarebbe stato adatto alla sensibilità di un pubblico che vuole sorridere, vuole partecipare, vuole essere ancora tessuto sociale.
Francesca Brusa Pasqué è istrionica, dialoga con l’organetto di Eleonora Rapone e dialoga con tutti noi; riempie la sala di ninne nanne della tradizione, omaggia la fatica dura delle donne di montagna, ci fa cantare, ridere, commuovere. L’argomento chiama anche alla 

 

consapevolezza: non possiamo indietreggiare davanti “al fantasma redivivo di Maria Teresa d’Austria” che ci propone la definizione di confine, non più come un taglio tra due terre, ma appunto come un bacio. A fatte, mi sono accorta che scegliere di allestire per il mio paese questo spettacolo è stato per me confrontarmi con la forza politica delle scelte culturali, necessaria in tempi complessi.
E se l’imperativo categorico degli artisti è quello di spargere bellezza, Francesca ed Eleonora hanno donato a un paese piccolino una domenica indimenticabile, un arricchimento emotivo e culturale testimoniato dai grazie, dagli applausi scroscianti e dal fatto che per una settimana incontrarsi nelle strade di Monvalle ha significato parlare di “che bello eh, un bacio tra due terre”».
(Elisa Lungarella - Assessora alla Cultura del Comune di Monvalle, Varese).

Francesca Brusa Pasque ne 'Un bacio tra due terre'


SCHEDA TECNICA
DURATA SPETTACOLO
• Ca. 1 ora.

PERSONE PRESENTI
• 1 attrice, 1 musicista.

ESIGENZE TECNICHE RELATIVE ALLO SPAZIO
• Dimensioni ideali spazio di rappresentazione: m 6 x m 5
• Se replica al chiuso, preferibilmente fondale nero e due o tre quinte laterali nere in base alla profondità del palco (scatola nera).
• Lo spettacolo è rappresentabile anche all’aperto. In tal caso si può utilizzare la scenografia naturale.

FONICA GIÀ IN DOTAZIONE
• 1 radiomicrofono ad archetto per voce (laddove necessario).
• 1 radiomicrofono per amplificazione strumento (laddove necessario).

FONICA RICHIESTA
• impianto per l’amplificazione dei due radiomicrofoni, già montato.

LUCI RICHIESTE
• Si richiede un piazzato a luce calda, regolabile (piccoli puntamenti), già montato.

MONTAGGIO E SMONTAGGIO
• Montaggio: max 1 ora ad amplificazione e luci già montate. Si richiede la possibilità di arrivare in loco almeno 3 ore prima dello spettacolo.
• Smontaggio subito dopo lo spettacolo: 20 minuti.

CACHET
Il cachet è in linea con i parametri nazionali per produzioni di teatro di narrazione con musica dal vivo. Inoltre, lo spettacolo gode della liberatoria SIAE per testo e musiche.
Nel caso di più repliche, sono previsti eventuali sconti.

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